L’intervento, che non trova molti esempi analoghi realizzati in Italia, ha riguardato la ricostruzione della volta lignea della Sinagoga di Reggio Emilia, demolita negli anni Sessanta del Novecento.
La sfida progettuale è stata duplice: ricostruire l’esatta geometria di una volta non più esistente e realizzarla attraverso l’impiego esclusivo di tecniche costruttive e materiali della tradizione ottocentesca.
La struttura della volta è costituita da 68 costoloni lignei reggenti un anello centrale, ciascuno caratterizzato da curvature e lunghezze differenti. I costoloni sono stati realizzati mediante l’accoppiamento di due o tre tavole di pioppo stagionato all’aria e assemblati esclusivamente con circa 5.000 chiodi forgiati a mano. Su questa struttura è stato realizzato un intonaco esclusivamente a base di gesso, di spessore variabile tra 5 e 8 cm, successivamente rifinito e tinteggiato con grassello di calce prodotto internamente dalla ditta, utilizzando esclusivamente terre e pigmenti naturali.
La ricostruzione della geometria è stata possibile attraverso una lettura sistematica delle porzioni di volta ancora esistenti, analizzandone dettagli tecnologici, materici e costruttivi, integrata dallo studio della manualistica storica dell’epoca. Questa ricerca ha permesso di ricomporre una geometria inusuale e particolarmente complessa: una volta a padiglione a base quadrata, sezionata dall’inserimento di un anello circolare e priva di peducci.
Le tecniche costruttive sono state quindi messe a punto attraverso l’integrazione delle competenze della ditta Laboratorio del Restauro di Gazzotti Giovanni con lo studio diretto della materia e delle tracce conservate in cantiere, affiancato dalla ricerca sulle tecniche tradizionali.
L’intervento è stata una vera e propria avventura all’interno della cultura materiale e tecnologica della tradizione costruttiva italiana, consentendoci di recuperare, sperimentare e approfondire tecniche oggi poco utilizzate. Un percorso che ha permesso di restituire alla volta non solo la sua configurazione architettonica, ma anche la coerenza costruttiva e materica propria dell’epoca.